sabato 30 giugno 2012

Daanan - I Libri
Tratto da "Le Leggende di Daanan" ecco la prima parte del racconto intitolato "La Risata di S'zaa"
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Dal libro che sarà il prequel alla Tetralogia di Daanan, ecco a voi il primo assaggio di uno dei racconti.

La Risata di S'zaa - Parte 1
Notte tra il 1° e il 2° Giorno dell'Era della Caduta

Il crepuscolo era appena iniziato e le ombre si allungavano sui pinnacoli di Notre Dame Des Ombres. L'antica cattedrale gotica era rimasta in piedi nonostante i disastri accaduti nei Mille Giorni dell'Era del Disordine.
Ora si trovava al centro di un deserto roccioso, formatosi dalle rovine dei palazzi che l'avevano circondata sino a pochi anni prima. La piazza, che un tempo era stata meta di numerosi visitatori, oggi era occupata da detriti, polvere, la pavimentazione in prezioso marmo in granito nero era fessurata in più punti.
Nascosto in un palazzo diroccato a un centinaio di metri dalla cattedrale, un uomo stava osservando la struttura con un binocolo tattico. Il minuscolo processore integrato gli stava fornendo sul visore inserito nelle lenti del binocolo una serie di dati utili: distanza, dimensioni, direzione. Se avesse puntato il binocolo su un soggetto in movimento seguendolo, gli avrebbe potuto anche comunicare la velocità di spostamento.
Staccò il binocolo dagli occhi e guardò ad occhio nudo la Cattedrale, uno sguardo critico ben stampato sul volto, un angolo della bocca sollevato a rendere ben evidente il proprio disappunto.
Una donna al suo fianco, seduta su un masso dalla superficie piatta lo guardava, alternando la sua attenzione tra lui e il resto del gruppo raccolto nella stanza che avevano occupato la notte precedente, tenendosi ben nascosti per tutto il giorno. Un rovente giorno d'estate, che aveva messo a dura prova la resistenza di entrambi. Il caldo era stato feroce ed entrambi lo sopportavano poco, la tensione era già elevata per la situazione che si stavano preparando ad affrontare. Il fatto che fossero gli unici due Umani del gruppo, in mezzo a una Squadra Tattica composta completamente da Elfi rendeva il tutto ancora più difficile.
“Togliti quella espressione, Jordan. Diventi insopportabile” disse la donna, inarcando il sopracciglio sinistro.
“ Questa è l'unica faccia che ho, non posso farci niente, Liriel” rispose l'uomo, andando ad assicurare il binocolo alla divisa in Tevlar Reattivo. Poteva quasi sentirne il silenzioso ronzare dei filamenti attuativi che la componevano, rendendola uno strumento prezioso per la sua sopravvivenza. Si trattava di una tuta da combattimento tattica, una moderna armatura in grado di proteggerlo dai colpi e di moltiplicare la sua forza e resistenza.
Liriel osservò con malcelata indifferenza tutta quella prosopopea tecnologica che avvolgeva il marito, scuotendo leggermente la testa:
“ Non capisco cosa te ne fai di tutto quell'armamentario.”
“ Io non ho i tuoi poteri. O quelli dei tuoi amici orecchie-a-punta” rispose Jordan, a mezza voce, ben sapendo che gli Elfi potevano sentire ogni loro parola senza difficoltà.
“ Sai, sono parole come le tue che hanno contribuito a farci arrivare qui.”
“ Non me lo ricordare, per favore. Non me lo ricordare” fu la caustica risposta di Jordan, mentre spostava il proprio sguardo di nuovo sul gruppo di Elfi.
Si trattava di una decina di elfi dall'aspetto impressionante, tutti con le loro lunghe orecchie-a-punta, i capelli lisci e lunghi raccolti in trecce sottili e strette, avvolti dalle loro aderenti vesti da combattimento, sicuramente impregnate di magia latente e pronta a scatenarsi se richiamate. Aveva avuto modo di allenarsi con loro e aveva ben presto scoperto quanto pericoloso potesse essere un elfo nel pieno delle proprie capacità. Gli mancava solo da scoprire quanto potessero effettivamente scatenarsi gli elfi in combattimento, vedere effettivamente dove poteva arrivare la loro furia guerriera.
Distinse chiaramente che tutte le Famiglie Elfiche avevano un rappresentante nella Squadra Tattica, anche se la Famiglia del Fuoco poteva contare ben tre membri nel commando. Era risaputo persino tra gli umani che questi ultimi erano forse i guerrieri più pericolosi e dalla capacità distruttiva tra tutte le famiglie. Visto e considerato lo scopo della missione, sarebbero tornati utili. Poco lontano, scorse semi nascosto nelle ombre, la figura magra e appena visibile del rappresentante della Famiglia dell'Oscurità, che nella fattispecie era anche un Arconte. Ora come ora, la sua spaventosa aura magica era spenta completamente, per non permettere ai loro nemici di percepirli. Ma era chiaro, dalla posizione che occupava, ben lontano dagli altri elfi, che nemmeno tra i suoi simili un Arconte era completamente accettato. E lui era talmente schivo, che non faceva proprio niente per migliorare la situazione. La sua presenza non sarebbe stata attiva nella intrusione in programma, ma avrebbe fornito supporto in caso di necessità.
Uno degli Elfi si staccò dal gruppo, un appartenente alla Famiglia del Fuoco e chiaramente il leader della squadra, dato che tutti facevano riferimento a lui e si muovevano secondo i suoi ordini. I suoi occhi completamente rossi si fissarono sulla coppia di umani quando fu innanzi a loro. Gli Elfi non avevano pupilla o iride, cosa che li rendeva ancora più alieni agli occhi degli Umani. La sua voce melodiosa, sebbene con tono serio, uscì dalle labbra sottili che si muovevano in maniera quasi impercettibile:
“ E' tempo, Jordanriver. Lirielnemelion, sei pronta?”
Gli Elfi non avevano nomi o cognomi, come nella tradizione degli uomini, ma possedevano unicamente un nome, breve o lungo che fosse, ma solo uno. Quando si trattava di rivolgersi a un appartenente alle altre Razze, legavano tutti i nomi, cognomi e soprannomi in un unica parola.
Jordan River, appartenente al progetto di Resistenza allo strapotere del Predicatore S'zaa, lanciò una occhiata a sua moglie, soffermando il suo sguardo all'altezza del suo addome, laddove una gravidanza iniziava a far vedere il suo primo tenue gonfiore.
“ Sinceramente preferirei restassi qui, anche se con l'Arconte”
“ Ne abbiamo già parlato, Jordan. I gemelli stanno bene e io pure. Quindi andiamo.”
L'elfo non sembrava particolarmente interessato al loro scambio di parole, ma non sembrava insensibile alle parole di Jordan:
“ Lirielnemelion, comprendo sia le tue ragioni che quelle del tuo consorte. La missione è pericolosa e già lo sapevi. Tuttavia sei qui e hai scelto di affrontare la prova. Io riconosco il tuo coraggio e la tua abnegazione alla causa. Ma non devi dimostrare niente a nessuno. Noi Elfi conosciamo il tuo valore, Lirielnemelion.”
Secondo lo stile elfico, queste parole erano una sperticata lode alla donna che, incinta, si era comunque unita al gruppo d'assalto. I motivi erano stati molteplici: seguire il marito innanzitutto, come sempre da quando erano entrati attivamente nella Resistenza; in secondo luogo perché lei conosceva ed era conosciuta dagli Elfi, con essi intratteneva rapporti costanti e grazie a lei l'alleanza stessa tra l'Alto Popolo e gli Umani si era rinsaldato nel periodo più difficile della storia del mondo. Da ultimo, motivazione del tutto personale, era convinta che in sua assenza, Jordan e gli Elfi si sarebbero scannati a vicenda prima di portare a termine la missione.
Invece la missione era fondamentale, per fermare quest'era di disordine.
Da questa missione dipendeva l'alleanza stessa tra Umani e Elfi, forse la più importante per salvare il mondo caduto nel caos.
La missione era liberare un Elfo dal Sangue Puro.
La Razza degli Elfi era suddivisa in 7 Famiglie, una per ogni elemento naturale più l'elemento neutro Etere e il binomio Luce e Oscurità. Ogni membro appartenente alle 7 Famiglie è legato al proprio elemento a livello fisico e magico. In maniera del tutto inspiegabile ed imprevedibile, nasceva tra gli elfi un Elfo che possedeva nel proprio sangue il retaggio di tutte e sette le famiglie, cosa che lo rendeva qualcosa di assolutamente unico, il suo avvento aveva connotazioni di tipo messianico tra il popolo elfico.
In un momento storico come l'Era del Disordine, l'arrivo di un Sangue Puro aveva dato speranza alle genti elfiche e, di riflesso, anche tra gli Umani loro alleati, che confidavano nei poteri dei loro alleati per riportare l'ordine in un mondo che impazziva ogni giorno sempre di più.
Tale speranza crollò appena il Predicatore S'zaa, un uomo apparso dal nulla, ma con capacità di aggregazione e una leadership impressionante, e i suoi sempre più numerosi adepti riuscirono a scatenare la propria campana razzista nei confronti degli Elfi, arrivando infine a rapire il Sangue Puro.
In questo momento, nei sotterranei della cattedrale, S'zaa stava probabilmente tenendo prigioniero e torturando l'elfo. La peggiore delle ipotesi era che, con le sue Arti Oscure, stesse architettando qualcosa di ancora più pericoloso.
La parte di Umani contrari a S'zaa si era riunita sotto l'egida della Resistenza, tentando disperatamente di riconquistare la fiducia degli Elfi e offrendosi di aiutarli nella liberazione del Sangue Puro.
Ecco perché Jordan e Liriel erano lì, in netta minoranza, con gli Elfi.
Liriel guardò entrambi con il suo solito sorrisetto e rispose:
“ Direi che non è necessaria risposta. Forza, ormai il crepuscolo sta scendendo rapidamente e tra poco io e Jordan dovremo usare i visori notturni.”
Gli elfi non ne avevano bisogno, in quanto possedevano la capacità di vedere nella quasi totale assenza di luce: i loro occhi potevano cogliere la più piccola fonte di luce disponibile e vederci come fosse giorno.
Jordan si assicurò il giubbotto antiproiettile, il cinturone a tasche multiple, assicurò le fondine delle pistole alle cosce e alle ascelle, indossò il suo elmetto tattico e calò il monocolo per la visione notturna. Aveva sempre preferito il monocolo, perché voleva sempre che almeno un occhio vedesse con la luce naturale per non perdere il senso dell'equilibrio e del calcolo delle distanze. In ultimo, imbracciò il suo fucile multiuso, un X9 modificato.
Liriel rimase a guardarlo con lo sguardo divertito: lei non capiva l'uso di tanti orpelli, dato che utilizzava solo un visore notturno e nient'altro. Non aveva alcuna protezione, indossava un leggero abito nero a maniche lunghe, mimetico, con pesanti stivali e una cintura con alcune tasche dove teneva ingredienti particolari per alcuni incantesimi. Ecco perché ella era molto apprezzata dagli Elfi: apparteneva a quella esigua parte della popolazione umana ad essere in grado non solo di percepire la magia, ma anche di usarla. Bene, per giunta.
Avevano studiato il piano più e più volte, sulla base delle informazioni che avevano raccolto per tramite della Resistenza e l'osservazione effettuata durante il giorno di attesa dopo il loro arrivo. Senza ulteriori parole, i nove elfi e Liriel si prepararono a percorrere la spianata che c'era tra il loro rifugio e l'entrata della cattedrale. Jordan avrebbe coperto la loro avanzata fungendo da cecchino, per poi raggiungerli. L'Arconte avrebbe atteso al rifugio, pronto ad intervenire in copertura in caso le cose si fossero messe male.
Una volta che li ebbe visti in posizione, Jordan si appoggiò a un davanzale, immobile, puntando il proprio fucile e selezionando il colpo singolo con mirino telescopico. Aveva contato il tempo tra le varie ronde degli adepti di S'zaa e quindi sapeva esattamente quando sarebbe apparsa la prima pattuglia e dopo quanto sarebbe apparsa la seconda. Quella era la finestra per il gruppo per entrare. Apparve la prima pattuglia, più o meno puntuale.
Il suo mirino si centrò sull'ultimo della fila e un suono attutito partì dal suo fucile, con il risultato di vedersi accasciare il suo bersaglio. Il rumore fece voltare gli altri due nella sua direzione. Jordan puntò quindi il primo della fila, sparando e ottenendo il medesimo risultato. Non lasciò il tempo all'ultimo rimasto per riprendersi dalla sorpresa e lo freddò con il terzo e ultimo proiettile.
“ Andate” mormorò al microfono dell'elmetto, collegato al visore di Liriel.
Appena vide il commando uscire allo scoperto e correre rapidamente all'entrata della cattedrale, verificò che non stessero arrivando altri nemici. Vide gli elfi prendere i corpi e farli sparire, poi entrare nella cattedrale.
Attese il passaggio della seconda pattuglia, che lasciò passare indenne. Appena furono fuori vista, corse fuori a sua volta, raggiungendo il gruppo ormai entrato nella costruzione gotica. Li raggiunse che stavano nascondendo i corpi dei morti e di due altre guardie appena freddate in una alcova vicina. Erano già vicini a una piccola porta che si apriva su una stretta scala a chiocciola.
Jordan si mise con la spalla contro lo stipite e lanciò una occhiata all'interno.
Gli elfi si stavano avvicinando, rinfoderando i pugnali. Liriel gli fu accanto e gli chiese sussurrando:
“ Andiamo giù?”
“ Secondo le mappe forniteci da Mother il rito si svolgerà nella grande cripta nel sotterraneo. Tre piani sotto terra, una scala a chiocciola.”
“ Possiamo fidarci di quell'ammasso di ferraglia?”
“ Da quando S'zaa ha preso il sopravvento, Mother ci ha sempre passato informazioni reali, non ci ha mai tradito.”
“ Scusami, ma vedo tranelli ovunque.”
Jordan sospirò e le mormorò:
“ Quanto ti capisco, mia cara.”
...

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Se volete leggere la seconda parte, lasciate un vostro commento!

venerdì 29 giugno 2012

Daanan - I Libri
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Daanan - I Libri
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Salve a tutti.

Dopo accurate ricerche e valutazioni, la scelta del partner per la pubblicazione e la commercializzazione degli ebook di Daanan è caduta su Narcissus, la piattaforma di pubblicazione di Simplicissimus Book Farm.

Consiglio a chi, come me, è interessato alla pubblicazione di ebook, di dare una occhiata al sito sia di Simplicissimus che ti Narcissus.

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martedì 26 giugno 2012


Daanan – I Libri
Intervista con... Erika
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Inauguriamo ora una nuova serie di post, che vedranno come protagonisti alcuni tra i principali collaboratori e amici che mi aiutano nel mio progetto di pubblicazione.
Avrete occasione di apprezzarne la varietà e la personalità alquanto uniche.

Come prima ospite, abbiamo Erika.

I: Ciao Erika. Dicci qualcosa di te...
Bhe, c’è poco da dire. Sono una semplice appassionata di GDR, ed amante della natura. Tutto qui.

I: Come sei arrivata a far parte del Progetto Daanan?
Sono incappata in questa bell’avventura tramite alcuni amici speciali, conosciuti guarda un po’ il caso..in un GDR!

I: Di cosa ti occupi all’interno del Progetto?
Non di molto, faccio quello che posso. Nello specifico ho corretto qualche bozza, sto impazzendo per organizzare il forum ed una wiki, e magari riuscirò anche a fare da Caporazza per gli Orchi!

I: La Razza degli Orchi: ci dici due parole su di essa?
Basta poco: è la migliore, c’è anche da dirlo? Siamo la razza più giovane, quella con più potenzialità, con più talenti..ed anche se qualcuno dice il contrario, anche i più belli! Tiè!

I: So che hai letto gran parte della bozza del primo libro. Ci dai le tue impressioni?
Potrei sembrare di parte, ma pazienza. I personaggi sono ben caratterizzati, il mondo è strutturato divinamente, e c’è sempre una sorpresa dietro l’angolo. Non vedo l’ora di sapere cosa diamine succede!!

I: Un saluto per i lettori?
Sono un orco, non saluto tutti così, come niente fosse. Al massimo ringhio: gggrrr…. [sbav..sbav..]

Ringraziamo Erika per il suo intervento e il suo aiuto.

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Per le prossime interviste, continua a leggere il blog!

Daanan – I Libri
Stop & Go
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Ieri sera fermo lavori sul capitolo 11, per permettermi di rivedere i primi 10 capitoli alla luce delle nuove dimensioni geografiche di Daanan.

Dovete sapere che l'iniziale estensione geografica della mappa di Daanan era molto più contenuta, rispetto alle attuali. Questo perché Gabriele si è lasciato prendere la mano: non si è limitato a creare la mappa 3D di Daanan, ma anche del mondo nel quale si inserisce, quindi la mappa si è “ingrandita”, almeno di 5 volte.

Questo ha comportato un lavoro di revisione dei capitoli relativamente alle distanze percorse dai protagonisti e i tempi di percorrenza, che sarebbero risultati incoerenti sulle nuove distanze previste dalla mappa.

Quando ho detto che poter “vedere” ciò che si racconta è di grandissimo aiuto all'attenzione ai particolari, intendevo proprio questo.

Bene, risolta anche questa revisione, da oggi si riprendono i lavori al Capitolo 11.

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Consulta il blog: nuovi aggiornamenti in arrivo...

domenica 24 giugno 2012

Daanan - I Libri
Un... assaggio "grafico": la mappa di Daanan.
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Come promesso, ecco un esempio del lavoro che Gabriele sta facendo per l'ambientazione di Daanan. Grazie alle sue conoscenze grafiche e ai suoi programmi di modellazione 3D, dopo un lavoro certosino ai limiti della ossessione per i particolari, ha dato vita alla mappa del continente di Daanan, ovvero i luoghi "fisici" dove i personaggi dei miei racconti vivono e vivranno le loro avventure.



Come potete vedere è un bel pezzo di terra, con un ambiente geografico molto variegato. Poter vedere fisicamente i luoghi dove si svolgono le avventure che narro mi aiuta in maniera determinante a tenere sotto controllo alcuni elementi fondamentali nella scrittura di un buon libro, quei difetti nei quali il diavolo si nasconde e che possono fare la differenza tra una opera ben fatta e una mediocre.
Elemento come il tempo atmosferico, i tempi di percorrenza dei viaggi da un luogo all'altro, le asperità del terreno in particolari luoghi di Daanan: tutto concorre a modificare radicalmente alcuni aspetti che a una prima stesura del libro non avevo considerato.
L'aiuto di Gabriele si rivela dunque fondamentale per una buona riuscita della mia opera.

Grazie fratello!

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Continua a tenerti aggiornato, leggi il blog su Daanan!

giovedì 21 giugno 2012


DAANAN – I LIBRI
Estratto dal Capitolo 1
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 Ecco a voi un estratto dal primo capitolo:

I primi raggi di un sole primaverile illuminarono l'ampia spianata che si apriva tutt'intorno alla città di Prime. Il verde dell'erba fresca e giovane prese a brillare facendo apparire l'intera zona come un immenso mare di smeraldo.
La luce, che passò timidamente da un'alba a una rosa aurora senza nubi, diede anche un segnale di vita a una strana creatura che, acquattata sin dalle prime ore della notte che terminava, or s'approssimava alle porte della città: decine di fattori, allevatori e mercanti si preparavano ad entrare nella capitale dell'Impero degli Uomini.
L'alba era il segnale che era tempo di avvicinarsi e prepararsi a una lunga attesa prima di poter varcare i cancelli presidiati dalla Legione dato che, nonostante la Pace Imperiale regnasse ormai da un ventennio ormai, la situazione generale non poteva dirsi completamente normalizzata. V'erano ancora umori discordanti sulla costituzione di quell'Impero che aveva aiutato gli Uomini a risorgere dopo il periodo del Disordine e della Caduta. Questo comportava che ogni visitatore della città dovesse sottomettersi a un controllo e una registrazione al momento dell'entrata e dell'uscita dalla città.
La colonna di uomini, bestie e carriaggi si mise in fila con una certa scompostezza, non senza qualche difficoltà: v'era sempre qualcuno che tentava la sorte di sorpassare altri arrivati prima di lui e questo creava disagi e scompiglio, alterchi e violenti diverbi che potevano sfociare nella violenza. A volte le guardie ai cancelli dovevano uscire a sedare con robuste bastonate le risse.
Ai margini esterni della colonna, più o meno a metà della sua lunghezza, stava un giovanotto dall'aria imponente. Passava di una testa tutti quelli che gli stavano attorno. Aveva una carnagione abbronzata, capelli lunghi sino alle spalle raccolti però in una serie di strette treccine aderenti al cuoio capelluto. La corporatura era innegabilmente possente, sebbene non così prorompente. Dava chiaramente l'impressione di essere un giovane atletico, ma con muscoli allungati adatti alla resistenza più che alla potenza. Mentre camminava, un occhio allenato, avrebbe anche potuto intravvedere una certa grazia e una agilità ben celate. Il suo volto era piacente, sebbene un naso aquilino si evidenziasse attirando l'attenzione. A un secondo sguardo, si poteva cogliere una espressione sorniona permanere su quei tratti decisi, ma gli occhi erano attenti e non perdevano un particolare di ciò che lo circondava.
Vestiva di comodi abiti da viaggiatore: brache di cuoio, una semplice camisa ricoperta da un giustacuore di cuoio imbottito di lamine di metallo, il tutto completato da bracciali di cuoio e schinieri di acciaio. Portava in cintura un paio di corte daghe in foderi anonimi e assicurato alla schiena un comodo zaino di forma rettangolare.
Con molta pazienza si era adeguato al lento scorrere della fila, tenendosi a distanza dai carichi più puzzolenti come maiali e ortaggi dalla dubbia provenienza. Aveva scambiato nell'attesa poche parole con chi aveva vicino, preferendo concentrarsi sui suoi prossimi programmi.
Finalmente giunse il suo momento: alcune guardie provvedevano a scindere la fila in viaggiatori singoli e carovane commerciali, cosa che aiutava coloro che giungevano da soli e senza merci particolari ad entrare un po' prima in città.
Si ritrovò quindi innanzi a un tavolo di legno, dietro il quale era seduto su uno sgabello un ufficiale della Legione addetto al controllo del traffico cittadino. Questi sollevò lo sguardo e di parecchio, data la statura del giovane e chiese:
Nome e motivazioni del vostro arrivo a Prime, messere.”
La voce del giovane era leggermente nasale, ma il tono era piacevole e il timbro un po' basso:
Mi chiamo Ryan Rhadamantys e vengo a Prime in cerca di un lavoro.”
Il legionario prese coscienziosamente nota di ogni sua parola e alzò nuovamente lo sguardo, squadrandolo per bene e chiese:
Qualcosa da dichiarare? Oggetti particolari, armi, merci?”
Il giovane alzo le mani e le appoggiò alle else delle due daghe, che provvide ad estrarre con una naturalezza disarmante. La Legione reagì come un sol uomo: il picchetto di guardia che stazionava nei pressi spianò le lunghe picche verso di lui, mentre l'ufficiale faceva un salto indietro sguainando la sua lunga spada.
Ryan scosse la testa, mentre con un gioco di mani troppo veloce perchè i Legionari potessero vederlo, fece in modo di volgere le lame delle sue spade verso di sé e appoggiarle successivamente al tavolo, con le else rivolte verso l'ufficiale e aggiunse:
Perdonate, messere, ma non era mia intenzione spaventarvi. Volevo solo esporre ciò che ho da dichiarare.”
I Legionari continuarono a tenerlo sotto punteria, mentre l'ufficiale riprendeva il suo posto allo sgabello e guardava biecamente Ryan che frugava nel suo corpetto, nella sua cintura e nel suo zaino, svuotando una serie impressionante di armi sul tavolo: una dozzina di coltelli da lancio, una balestra perfettamente smontata, vari tipi di cordame, abiti e un cartoccio con i resti del suo ultimo pasto. Una volta terminato, alzò le mani facendo chiaramente vedere di essere disarmato. L'ufficiale concluse l'esame di ciò che aveva innanzi e poi squadrò nuovamente il giovane:
Ditemi, Rhadamantys, quale sarebbe l'occupazione che andate cercando?”
Messere, mi offro come guardia del corpo o come scorta.”
Immaginavo non faceste il mastro carpentiere” commentò l'ufficiale, mentre annotava per filo e per segno ogni singolo oggetto nel suo corposo registro, per poi aggiungere:
Recuperate pure ogni vostro avere, messer Rhadamantys. Sappiate che Prime offre molte opportunità a chi cerca fortuna. E altrettanti guai a chi pensa di potersi approfittare di tanta benevolenza. La Legione non è tenera con chi infrange la Pace Imperiale, sia una rivolta come una rissa da locanda. Tutto chiaro?”
Ryan fece un leggero inchino mentre raccoglieva i suoi beni, andando a riporli esattamente dove li aveva estratti e rispose:
Limpido, messere. Non sono tipo da risse, messere. Cerco solo un onesto lavoro.”
Allora, andate pure.”
A un cenno dell'ufficiale il picchetto di guardia ritirò le picche, lasciando libero il passaggio a Ryan per proseguire verso la città. Egli con un cenno d'intesa alle guardie si incamminò lentamente, prendendo la via principale.”

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Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi incuriosisce, quali sensazioni vi ha dato la lettura.

DAANAN – I LIBRI
L'Ambientazione
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Scrivo racconti da tanto tempo, ho sempre privilegiato il genere fantasy, sebbene abbia sperimentato anche altri generi. Ma non ho mai realizzato niente di veramente completo e complesso come i libri che descriveranno Daanan e la sua ambientazione.

Per la prima volta mi sono dedicato intensivamente a pensare e strutturare ogni aspetto di questo mondo fantastico e frutto della mia immaginazione.
Per riuscirci ho avuto e tutt'ora ho il sostegno di parenti e amici che dedicano parte del loro tempo ad ascoltarmi e confrontarsi con me circa i vari aspetti dell'opera.
Per descrivere quindi l'ambientazione, li nominerò uno a uno:

SERENA: mia consorte e moglie, compagnia di vita e di avventure, musa ispiratrice. E' stata la prima a muovere i suoi passi sul mio mondo, aiutandomi a completarlo, aggiungendoci suoi spunti e idee, che ho successivamente rivisitato per immergerle nell'ambientazione che ho immaginato.
Le Torri, la Regina del Nord, Lilith, le Razze e molto altro. Le devo tanto e ancora la ringrazio per l'aiuto che mi sta dando a tenere le fila della mia fantasia, che a volte cavalca a briglia sciolta.

GABRIELE: il mio “fratello” esperto di grafica e modellazione 3D. Lui ha dato e sta tutt'ora dando vita all'aspetto grafico della ambientazione. Lui ha tradotto in immagini i miei schizzi e le mie descrizioni testuali. Nei prossimi giorni inserirò nel blog alcuni esempi del suo prezioso lavoro. Poter “vedere” ciò che si è solamente immaginato è straordinario.

ERIKA: a lei il merito di essersi subito appassionata alla razza degli Orchi, solitamente poco frequentata. Con il suo aiuto, ho potuto sviluppare alcune caratteristiche della razza più feroce di Daanan. Ora come ora abbiamo reso credibile, coerente e completamente immersa nell'ambientazione questa fiera razza di mostri e non. E non dimentichiamo anche gli spunti su Centauri.

ANNA: mia sorella, la disegnatrice.
Ciò che io ho nelle parole, lei lo ha nei disegni, nelle immagini.
A lei il merito di avermi fatto conoscere un aspetto del fantasy che non conoscevo: il gioco di ruolo online, tramite il quale ho conosciuto tanti appassionati e ho trovato nuovi amici.
Il mio unico rammarico è aver condiviso con lei questo aspetto (e altri) delle nostre vite con il mio solito ritardo. Ma ci rifaremo.
Anche dei suoi lavori avrete presto un esempio.

Queste quattro preziose persone mi hanno aiutato e tutt'ora mi affiancano nello sviluppo del mio lavoro, con le loro idee, opinioni e preparando anche un progetto parallelo, un gioco di ruolo online basato proprio sull'ambientazione di Daanan.

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Seguite il blog, per ulteriori aggiornamenti!

DAANAN – I LIBRI
Il piano dell'opera
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I libri che avranno l'ambientazione fantasy di Daanan saranno una saga così composta:

Libro 1 (attualmente scritto al 30%)
Libro Grigio – L'Impero degli Uomini

Sinossi: i protagonisti del racconto si muovono su Daanan, partendo dalla capitale dell'Impero degli Uomini, Prime. Un matrimonio inatteso, una caccia all'uomo, una battaglia cruenta: gli eventi si intrecciano sullo sfondo delle misteriose macchinazioni di Lord Upyr.

Libro 2 (in lavorazione)
Libro Scarlatto – L'Alba degli Orchi

Sinossi: l'equilibrio su Daanan è stato nuovamente sconvolto, con la morte dell'Imperatore degli Uomini e dell'occupazione della capitale da parte delle truppe di Kallispar. Ma la minaccia degli Orchi rischia di schiacciare la resistenza degli uomini.

Libro 3 (in lavorazione)
Libro Indaco – Il Ritorno degli Elfi

Sinossi: l'Orda degli Orchi sta ormai prendendo il sopravvento, invadendo in lungo e in largo i territori degli Uomini, costringendoli a ritirarsi verso Nord e Sud. Le truppe di Kallispar devono ritirarsi precipitosamente verso l'Altipiano, dato che i Duergar sferrano il loro assalto per accaparrarsi i tesori del Lago degli Zaffiri. In questo momento di disperazione, gli Elfi tornano a farsi protagonisti, sfoderando i loro poteri magici per contrastare gli Orchi.

Libro 4 (in lavorazione)
Libro Nero – L'orlo dell'Abisso

Sinossi: Incalzati da Uomini e Elfi, gli Orchi devono ritirarsi verso la catena del Thrann. Nel frattempo sull'Altipiano gli scontri tra Duergar e Kallispar si susseguono senza esclusione di colpi. Daanan è sconvolta da battaglie, tradimenti e sotterfugi. Le macchinazioni di Lord Upyr sembrano essere arrivate al loro epilogo...

Libro 5 (in lavorazione)
Libro Amaranto – L'Erede della Torre

Sinossi: è il periodo peggiore per Daanan dopo l'Era del Disordine e della Caduta. Tutte le Razze si trovano in estrema difficoltà. Coloro le cui azioni sembrano aver condotto sul baratro Daanan, Lord Upyr e Lady Lilith, sono spariti dalla circolazione. Ma l'Erede della Torre, assistita da due vecchi amici, muove i suoi passi per ricondurre il mondo all'ordine.
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Oltre a questa tetralogia, è previsto almeno un prequel:

Libro d'Argento - Le Leggende di Daanan (in lavorazione)

Si tratta di una raccolta di racconti brevi che narrano gli eventi che si svolgono prima e durante l'Era del Disordine e della Caduta. In questi racconti si potranno trovare le origini dei protagonisti della tetralogia principale, gli accadimenti che portano le Razze a divenire ciò che sono.

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Visitate spesso il blog, per tenervi aggiornati sull'avanzamento dell'opera!

mercoledì 20 giugno 2012


Benvenuto sul blog di Daanan – I Libri!
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In questo blog potrai avere tutte le informazioni e gli aggiornamenti riguardanti la pubblicazione dei libri della ambientazione fantasy chiamata “Daanan”.



Segui le novità, leggi gli estratti dai capitoli, i commenti dell'autore.

Licenza Creative Commons
Daanan - I Libri by Alberto Carli is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.